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Regolamento evento "Notte delle tradizioni popolari sarde"

 

Regolamento evento "Notte delle tradizioni popolari sarde"
Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 88 del 14/12/2015


 


 

 

 

Premessa.
È istituita la “Notte delle Tradizioni Popolari Sarde”, evento culturale di interesse comunitario, nato nell’estate 2014 a Capoterra. Questo evento è unico del suo genere nel territorio isolano e si svolge all’interno dell’Estate Capoterrese, in chiusura, ovvero il primo o il secondo Sabato del mese di Settembre. Va anticipato sempre il titolo numerico (cronologico) dell’edizione e non può essere cambiato il nome all’evento. Questo evento non esclude l’organizzazione di altre “Notti Bianche” capoterresi.

Art. 1 – Finalità.
L’evento vuole essere un appuntamento identitario di Capoterra, l’inizio di una nuova era per il paese, sia culturale, sia linguistica, per l’unità dell’intero popolo sardo nelle sue più antiche tradizioni e volano per lo sviluppo economico, sociale, turistico, della comunità capoterrese. Si deve dare la massima importanza allo scambio e alla crescita culturale e favorire l’allungamento della stagione turistica.

Art. 2 – Altri obbiettivi.
Trattandosi di valorizzazione delle tradizioni isolane, gli stessi usi e costumi del paese di Capoterra devono tornare, per primi, all’originario valore. Perciò questo evento prevede di essere legato sia all’antica abitudine “de sa passillada in sa ia manna” (Corso Gramsci), sia legato alla tutela dei costumi, degli usi quotidiani, dei balli e dei canti tipici, conservati dai gruppi folk di Capoterra e dai gruppi tradizionali ospiti.

Art. 3 – Apertura dell’evento.
Per poter ottenere gli obbiettivi di cui agli Art.1 e Art.2 si prevede l’apertura della serata con una tavola rotonda dal forte richiamo culturale, a Casa Melis, dove gli argomenti principali sono: presentazione evento, storia e cultura sarda, canto tradizionale e conservazione della lingua, la storia del ballo sardo, usi e costumi della Sardegna. Il convegno deve essere democratico, deve puntare all’unità culturale e linguistica del popolo sardo. I relatori devono tassativamente rappresentare tutte le realtà dell’Isola.

Art. 4 – Eventi correlati.
Si possono integrare all’apertura della serata: mostre identitarie della Sardegna e sulla storia capoterrese, visita guidata a Casa Melis, apertura delle “Cortes” o “Pratzas” attigue al corso Gramsci con esposizioni artigianali, chiusura al traffico per l’inizio “de sa passillada” già nel pomeriggio e l’apertura dell’evento col dibattito di cui all’Art.3, sfilata dei costumi, sfilata dei cavalieri e/o “is traccas”, teatro dialettale.

Art. 5 – Tradizioni rappresentate.
Comma 1.Devono essere rappresentate tutte le principali realtà tradizionali della Sardegna, ovvero il “carnevale arcaico “, il canto antico “ a tenore”, il canto corale “ di scuola nuorese”, il canto “ a cuncordu” o “a traggiu”, il canto locale “ a mutetu” o  “a ghiterra” ( versada), gli strumenti musicali quali launeddas e organetto , compresi i balli sardi che ne fanno cornice.  Non possono per nessun motivo essere sostituite  le realtà suddette con i generi corali quali “Gospel”, “Gregoriano”, “Latino”, etc. ovvero canti che escludano la lingua e la cultura sarda. Si può  includere nell’evento il “teatro  dilettante capoterrese” e la sfilata dei cavalieri in costume.

Comma 2. I Gruppi Folk di Capoterra devono essere sempre presenti, nella veste di rappresentanti della comunità, rendere saluti, onori e ospitalità ai gruppi ospiti. Tali gruppi potranno occuparsi della presenza di eventuali suonatori di Launeddas o organetto, di concerto con l’Assessore allo Spettacolo.

Art. 6 – Attività coinvolte.
Comma 1. Le attività coinvolte nell’evento sono essenzialmente gli esercizi commerciali presenti lungo il percorso e strade attigue, le loro libere iniziative devono essere comunicate all’organizzazione. Le iniziative musicali dei privati devono essere attinenti alla tradizione sarda. Inoltre è coinvolto il mercatino degli hobbisti, gli artigiani locali e forestieri, gli ambulanti ed i venditori in genere, che comunque promuovano i prodotti tipici locali ed isolani. Si può ammettere la presentazione di libri. Si può partecipare alla manifestazione sia da invitati, oppure facendo richiesta scritta.
Comma 2. Gli ambulanti e i “torronai” devono essere predisposti lungo il percorso preferibilmente negli slarghi o nelle piazze in modo da permettere lo svolgimento della sfilata. I cosiddetti ambulanti “paninari” dovranno essere disposti in periferia del percorso, in modo da non contrastare la libera iniziativa gastronomica tipica del centro storico e potranno essere autorizzati per un numero massimo di quattro, due a inizio e due a fine percorso. Non sono ammessi stand di prodotti non attinenti all’artigianato della Sardegna: rappresentanti di elettrodomestici, servizi assicurativi, etc.
Comma 3. Sarà disposta di anno in anno una tassazione equa e congrua per l’occupazione del suolo pubblico, favorendo sempre la partecipazione senza oneri almeno degli espositori, artigiani e hobbisti in genere.

Art. 7 – Percorso pedonale.
Comma 1. Il percorso pedonale deve interessare principalmente il Corso Gramsci, rispettando gli obbiettivi all’Art. 2. Le piazze interessate sono quella di partenza, ovvero Piazza Concia e quella di arrivo, ovvero Piazza Sardegna. Può essere ampliato il percorso considerando il Parco Urbano in partenza e Piazza Liori in arrivo (percorso lungo, affrontando un tratto di Via Amendola – spazio mercato). Vedi allegati D1 e D2.
Comma 2. Nel percorso lungo dell’evento, la viabilità è garantita con il sistema di divieti imposto nel giorno del mercato cittadino del Giovedì (Via Amendola, Liori, Via Satta), oppure accedendo alla Piazza Liori da Piazza Sardegna camminando lungo la Via Satta.
Comma 3. Il percorso individuato in questo regolamento è puramente indicativo. Possono essere aggiunte al percorso vie chiuse accessorie, per permettere l’attività ad espositori e produttori gastronomici, vie che comunque non sono coinvolte nella viabilità carrabile, quali ad esempio Via Roma e Via 25 Luglio (Allegato D2).

Art. 8 - Svolgimento dell’Evento.
La notte bianca delle tradizioni popolari si deve svolgere seguendo le seguenti modalità:
•    Chiusura al traffico del Corso Gramsci e delle strade interessate (come Art.7);
•    Apertura Casa Melis al pubblico, possibilmente con visite guidate; inizio del Convegno su Cultura, Tradizioni e Canto della Sardegna;
•    Inizio sistemazione attività coinvolte, come da Art. 6, prediligendo le sole Piazze del percorso o gli slarghi;
•    Apertura eventuali “Cortes” o “Pratzas” con mostre temporanee o museali;
•    Chiusura del traffico dal pomeriggio, sino al mattino successivo.

Art. 9 – Risorse finanziarie.
L’Amministrazione comunale impegna, nell’apposito capitolo di bilancio dedicato all’estate capoterrese, le risorse per questo evento, in base alla dimensione che si vuole attribuire alla serata, per eventuale pubblicità mediatica e per le attività culturali correlate.
Art. 10 – Modifiche al Regolamento.
Il seguente Regolamento (commi e/o articoli) può essere modificato previo passaggio nelle commissioni consiliari competenti, conseguente Delibera del Consiglio Comunale e Delibera della Giunta Comunale. Non possono essere modificate il titolo dell’evento e la sua principale finalità. Allegati: cartografia itinerario standard (D1) e itinerario lungo (D2).